Una delle sfide persistenti nello studio della sicurezza internazionale è capire come funzioni realmente l’architettura antiterrorismo delle Nazioni Unite — non in teoria, ma nella rete sovrapposta, talvolta ridondante, di organismi che si è sviluppata dal 2001. Le Nazioni Unite affrontano la minaccia del terrorismo internazionale attraverso diversi organismi e comitati chiave, concentrati principalmente sotto il Consiglio di Sicurezza e il Segretariato. Quello che segue è un tentativo di mappare questo paesaggio istituzionale, che è più frammentato di quanto possa apparire.

Ecco le principali entità responsabili dell’antiterrorismo:

1. Il Consiglio di Sicurezza (UNSC)

Il Consiglio di Sicurezza è l’organo principale per il mantenimento della pace internazionale. Ha istituito diversi organi sussidiari:

  • Comitato antiterrorismo (CTC): Creato in seguito agli attacchi dell’11 settembre (Risoluzione 1373), monitora come gli Stati membri attuano leggi e misure per prevenire il terrorismo.
  • Direzione Esecutiva del Comitato antiterrorismo (CTED): È l’organo di esperti che supporta il CTC conducendo visite di valutazione nei paesi e identificando le esigenze tecniche.
  • Comitato Sanzioni ISIL (Da’esh) & Al-Qaida (Comitato 1267/1989/2253): Questo comitato gestisce la “Lista delle Sanzioni” di individui e gruppi associati a queste organizzazioni. Supervisiona il congelamento dei beni, i divieti di viaggio e gli embarghi sulle armi.
  • Comitato 1540: Si concentra sulla prevenzione dell’acquisizione di armi nucleari, chimiche o biologiche da parte di attori non statali (terroristi).

2. Il Segretariato (Coordinamento globale ONU contro il terrorismo)

Il braccio amministrativo dell’ONU ha un ufficio dedicato al coordinamento di tutti gli sforzi:

  • Ufficio ONU per il contrasto al terrorismo (UNOCT): Istituito nel 2017, fornisce leadership, rafforza il coordinamento tra oltre 45 entità ONU (attraverso il Global Counter-Terrorism Coordination Compact) e fornisce assistenza tecnica agli Stati membri. Il Counter-Terrorism Compact è stato firmato il 23 febbraio 2018 dal Segretario Generale come quadro concordato con i capi delle entità partecipanti. Al 26 marzo 2024, il Counter-Terrorism Compact riunisce 46 entità, come membri o osservatori, tra cui 43 entità delle Nazioni Unite, oltre a INTERPOL, l’Organizzazione mondiale delle dogane, l’Unione interparlamentare e il Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI/FATF).
  • Centro ONU per il contrasto al terrorismo (UNCCT): Operando all’interno dell’UNOCT, si concentra sul “capacity-building”, aiutando i paesi a migliorare la sicurezza delle frontiere, la cybersicurezza e i quadri giuridici.

L’UNOCT (Ufficio delle Nazioni Unite per il contrasto al terrorismo) e l’UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine) sono due componenti chiave del sistema ONU che si occupano di sicurezza in senso ampio, ma con mandati e origini istituzionali distinti. L’UNOCT è stato istituito dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2017 (Risoluzione 71/291) come ufficio del Segretariato per fornire leadership, coordinamento e capacity-building a livello di sistema in materia di antiterrorismo, sotto l’autorità di un Sottosegretario Generale, ed è composto da sezioni tematiche, unità programmatiche e uffici regionali con personale di esperti politici, analitici e tecnici.

L’UNODC, al contrario, è stato creato nel 1997 dalla fusione di precedenti programmi ONU di controllo della droga e prevenzione del crimine, e opera come ufficio del Segretariato con un mandato più ampio che copre droga, criminalità organizzata transnazionale, corruzione e giustizia penale, inclusi i reati legati al terrorismo; il suo personale include specialisti legali, politici e delle forze dell’ordine che lavorano attraverso la sede centrale a Vienna e una rete globale di uffici sul campo.

L’interazione tra i due è complementare: l’UNOCT agisce come organismo centrale di coordinamento e strategia per l’antiterrorismo nell’intero sistema ONU, mentre l’UNODC contribuisce principalmente sul versante giuridico e della giustizia penale, assistendo gli Stati nella redazione di legislazione, nel perseguimento dei reati e nel rafforzamento delle istituzioni dello stato di diritto. Insieme, illustrano l’approccio integrato dell’ONU alla sicurezza, combinando coordinamento, politica e capacity-building operativo.

Il Global Counterterrorism Forum (GCTF) è una piattaforma intergovernativa informale che sviluppa buone pratiche non vincolanti, mentre l’UNOCT è un ufficio del Segretariato ONU responsabile del coordinamento e dell’attuazione. La loro relazione è cooperativa e complementare: l’UNOCT agisce come punto focale principale all’interno del sistema ONU per il dialogo con il GCTF, traducendo i suoi prodotti politici in attività di capacity-building, mentre il GCTF fornisce orientamento politico flessibile e innovativo che supporta l’attuazione del quadro antiterrorismo ONU.

Il Comitato antiterrorismo (CTC) è un organo sussidiario del Consiglio di Sicurezza dell’ONU istituito dalla Risoluzione 1373 (2001) per monitorare la conformità degli Stati agli obblighi antiterrorismo vincolanti, in particolare in ambiti quali la criminalizzazione, il finanziamento, il controllo delle frontiere e la cooperazione internazionale. Composto da tutti i 15 membri del Consiglio di Sicurezza, il CTC opera a livello politico, fissando priorità e supervisionando l’attuazione. È supportato dalla Direzione Esecutiva del Comitato antiterrorismo (CTED), creata nel 2004, che funge da organo tecnico. Il CTED è composto da specialisti legali, politici e tecnici che conducono valutazioni paese, identificano lacune nelle capacità nazionali, facilitano l’assistenza tecnica e forniscono rapporti analitici al Comitato. Insieme, CTC e CTED formano una struttura duale che combina supervisione politica e competenza tecnica, consentendo al Consiglio di Sicurezza di monitorare e promuovere l’attuazione del proprio quadro antiterrorismo.

3. Altre entità specializzate

  • Ufficio ONU contro la droga e il crimine (UNODC): Attraverso il suo Terrorism Prevention Branch, aiuta i paesi a redigere leggi nazionali e forma funzionari legali e della giustizia penale.
  • L’Assemblea Generale: Pur non essendo un “organo” che esegue operazioni antiterrorismo quotidiane, è responsabile della Strategia Globale ONU contro il Terrorismo, uno strumento unico su cui tutti gli Stati membri hanno concordato nel 2006 per affrontare le cause profonde del terrorismo.

Differenza chiave: Mentre il CTC (Consiglio di Sicurezza) si concentra maggiormente sul monitoraggio e la conformità al diritto internazionale, l’UNOCT (Segretariato) si concentra sul coordinamento e sull’aiuto ai paesi per costruire le proprie difese pratiche.

Come collaborano: il “ciclo di monitoraggio”

La sinergia tra i due è ciò che rende efficace il lavoro antiterrorismo del Consiglio di Sicurezza. Ecco il flusso di lavoro:

  1. La visita: Il CTED invia un team di esperti in uno Stato membro (con il consenso di quel paese) per ispezionare gli aeroporti, parlare con i giudici e verificare le leggi sull’intelligence.
  2. Il rapporto preliminare: Il CTED redige un rapporto tecnico dettagliato che identifica le “lacune” (ad es., “L’aeroporto di questo paese non controlla la banca dati Interpol dei passaporti rubati”).
  3. Approvazione politica: Il CTED sottopone questo rapporto al CTC. I 15 diplomatici del CTC lo esaminano, lo discutono e infine lo approvano come documento ufficiale ONU.
  4. Il follow-up: Una volta approvato il rapporto, il CTC lo usa per “fare pressione” sul paese affinché migliori, mentre il CTED lavora con l’UNOCT per trovare i fondi o la formazione per colmare le lacune identificate.

Il numero di persone che lavorano all’interno di queste organizzazioni varia significativamente a seconda che si contino i diplomatici (Stati membri) o il personale tecnico (funzionari internazionali).

Nel complesso, l'”architettura” antiterrorismo dell’ONU è relativamente piccola rispetto ad altre agenzie globali, ma è cresciuta rapidamente nell’ultimo decennio.

1. CTC (Comitato antiterrorismo)

  • Personale: 15 persone (come delegati).
  • Natura: Essendo un comitato del Consiglio di Sicurezza, è composto dagli ambasciatori o rappresentanti dei 15 Stati membri attualmente nel Consiglio. Sono supportati dalle rispettive missioni nazionali presso l’ONU.

2. CTED (Direzione Esecutiva)

  • Personale: Circa 40-50 esperti.
  • Natura: Sono funzionari internazionali di alto livello, inclusi esperti legali, specialisti delle forze dell’ordine e consulenti per i diritti umani. Forniscono la competenza tecnica che i membri politici del CTC non possiedono.

3. UNOCT (Ufficio ONU per il contrasto al terrorismo)

  • Personale: Circa 150-200+ dipendenti.
  • Natura: È il dipartimento in più rapida crescita. Iniziato come struttura piccola nel 2017, gestisce ora un ampio bilancio e numerosi “Programmi globali”. Include l’UNCCT (il centro di formazione), che impiega molti di questi dipendenti per condurre formazione sul campo in tutto il mondo.

4. UNODC (Terrorism Prevention Branch – TPB)

  • Personale: Circa 75-80 dipendenti.
  • Natura: Mentre l’intero UNODC (che si occupa di droga e crimine) ha oltre 3.000 dipendenti, solo una frazione specializzata lavora nel Terrorism Prevention Branch. Questi esperti sono divisi tra la sede centrale di Vienna e vari uffici sul campo in regioni come l’Africa e il Sud-Est asiatico.

5. GCTF (Global Counterterrorism Forum)

  • Personale: Circa 10 membri dello staff.
  • Natura: Il GCTF è progettato per essere “snello”. È gestito da una piccola Unità Amministrativa (AU) con sede all’Aja. Il lavoro effettivo è svolto da esperti dei suoi 32 Stati membri che partecipano ai gruppi di lavoro, ma non sono dipendenti del GCTF stesso.

––––-

L’ONU ha sviluppato un “ecosistema” simile per queste minacce digitali, sebbene strutturato in modo leggermente diverso rispetto agli organi antiterrorismo. Mentre il Consiglio di Sicurezza gestisce il terrorismo, questioni come IA, Cyber e Disinformazione sono distribuite tra l’Assemblea Generale, le agenzie specializzate e nuovi organismi consultivi di alto livello.

Ecco le entità specializzate per questi tre pilastri:


1. Cybersicurezza: i “regolatori delle norme”

Non esiste ancora un singolo “Consiglio di Cybersicurezza”, ma il lavoro è diviso tra applicazione della legge e diplomazia internazionale:

  • UNODA (Ufficio per gli Affari del Disarmo): È il cuore diplomatico del cyber. Gestisce l’OEWG (Open-Ended Working Group), dove tutti i 193 paesi discutono le “regole del gioco” per il comportamento degli Stati nel cyberspazio.
  • UNODC (Criminalità informatica): Così come gestiscono il versante giuridico del terrorismo, l’UNODC è l’ente capofila per la Convenzione ONU sulla criminalità informatica (adottata formalmente di recente). Aiutano i paesi a scrivere leggi per perseguire gli hacker.
  • UNOCT / CTED: Come discusso, hanno programmi specifici (come il Global Programme on Cybersecurity) perché il confine tra “crimine informatico” e “terrorismo informatico” è molto sottile.

ma anche

  • UNODA (Ufficio per gli Affari del Disarmo): Gestisce le “regole di guerra” diplomatiche nel cyberspazio (OEWG/GGE) per prevenire conflitti informatici tra Stati.
  • ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni): L’agenzia tecnica che fissa gli standard globali di cybersicurezza e ospita la piattaforma “AI for Good”.
  • HLAB-AI (Organismo consultivo di alto livello sull’IA): Creato nell’ambito del Global Digital Compact (2024-2026) per governare i rischi dell’Intelligenza Artificiale per l’umanità.
  • UNESCO: L’agenzia capofila per l’integrità dell’informazione. Combatte la disinformazione e sviluppa l'”Etica dell’IA” per garantire che questi strumenti non siano usati per manipolazione di massa.
  • UNIDIR (Istituto ONU per la Ricerca sul Disarmo): Un think-tank che ricerca le “armi autonome” (killer robots) e la guerra informatica.

2. Intelligenza Artificiale: i “panel di esperti”

Poiché l’IA si muove così velocemente, l’ONU ha creato gruppi di esperti “agili” piuttosto che grandi dipartimenti fissi:

  • HLAB-AI (Organismo consultivo di alto livello sull’IA): È un gruppo di circa 39 esperti globali (da giganti tecnologici, accademia e governi). Forniscono la “roadmap strategica” per come l’ONU dovrebbe governare l’IA.
  • Panel scientifico sull’IA: Istituito nell’ambito del Global Digital Compact, è un gruppo di ~40 scienziati che forniscono rapporti basati sull’evidenza sui rischi dell’IA, in modo simile a come l’IPCC fa per il cambiamento climatico.
  • ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni): Con sede a Ginevra, sono i “fissatori di standard” tecnici. Ospitano il summit “AI for Good” e garantiscono che i sistemi IA di diversi paesi possano effettivamente comunicare tra loro.

3. Disinformazione: i “guardiani dell’integrità”

L’ONU tratta la disinformazione come una minaccia ai diritti umani e alla democrazia, quindi la guida è spesso assunta da:

  • UNESCO: È l’organo principale per l'”Alfabetizzazione ai media e all’informazione”. Sviluppa le linee guida globali per la regolamentazione delle piattaforme digitali per combattere la disinformazione proteggendo al contempo la libertà di espressione.
  • Dipartimento ONU per la Comunicazione Globale: Ha lanciato il “Codice di condotta per l’integrità dell’informazione” (2024/2025), che stabilisce standard da seguire per le aziende tecnologiche e gli Stati per prevenire la diffusione di “fake news” e discorsi d’odio.

––––––––––––

Armi di distruzione di massa (Sicurezza CBRN)

  • Comitato 1540 (Consiglio di Sicurezza): Previene specificamente che i terroristi ottengano armi nucleari, chimiche o biologiche.
  • AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica): Sebbene autonoma, riferisce all’ONU e agisce come il “cane da guardia nucleare” per prevenire la proliferazione delle armi nucleari.
  • OPCW (Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche): L’organismo collegato all’ONU che monitora la distruzione delle scorte di armi chimiche.
  • OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): In un contesto di sicurezza, gestisce la biosicurezza — prevenendo il rilascio accidentale o intenzionale di patogeni (pandemie).

Ciò che emerge da questa panoramica è la complessità stessa della macchina antiterrorismo dell’ONU — un sistema che si è espanso in modo incrementale, spesso in risposta a crisi specifiche, senza un disegno coerente. Se questa proliferazione istituzionale rafforzi o frammenti la risposta internazionale al terrorismo resta una questione aperta e in gran parte irrisolta.

This website stores cookies on your computer. These cookies are used to provide a more personalized experience and to track your whereabouts around our website in compliance with the European General Data Protection Regulation. If you decide to to opt-out of any future tracking, a cookie will be setup in your browser to remember this choice for one year.

Accept or Deny