La governance dello spazio è una di quelle aree in cui il divario tra capacità tecnica e immaginazione giuridico-istituzionale è più ampio. Il 7 novembre 2025 si è svolto presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma il primo SPHERE Space Policy Forum. Il Forum è stato organizzato dall’Unità SPHERE (Space Policies, Humanities and Exogeographical Research Ecosystem) del LUISS Research Center for International and Strategic Studies (CISS), con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dell’Agenzia Spaziale Italiana, della British Interplanetary Society, della Società Geografica Italiana e di SEDS – Students for the Exploration and Development of Space Italy, con il supporto del Persico Group.
L’evento ha riunito rappresentanti di istituzioni pubbliche, industria e mondo accademico per un confronto strutturato sulla necessità di una governance spaziale multidisciplinare. L’obiettivo era esplicito: promuovere un dialogo continuo tra competenza tecnica e scienze sociali e umanistiche nella formulazione delle politiche spaziali. Il Forum ha segnato il lancio di un ciclo di iniziative periodiche dedicate all’analisi della politica spaziale attraverso una lente integrata e interdisciplinare. In questo contesto, il Rapporto Finale del Forum offre una diagnosi chiara: la politica spaziale contemporanea non può più essere governata attraverso un approccio puramente tecnocratico. La rapida espansione delle attività spaziali, la moltiplicazione degli attori pubblici e privati e la crescente dipendenza della vita quotidiana dalle infrastrutture spaziali hanno trasformato lo spazio extra-atmosferico in un dominio pienamente politico, dove dimensioni strategiche, giuridiche, sociali ed etiche sono inseparabili da quelle tecniche.
Al centro del rapporto sta la tesi centrale di SPHERE: i modelli di governance dominati dalla competenza ingegneristica e dalle logiche di sicurezza non sono più sufficienti — una conclusione che risuona con dibattiti analoghi nella cybersicurezza e nella governance dell’IA, dove i limiti della regolamentazione puramente tecnica sono sempre più evidenti. La politica spaziale oggi richiede un quadro strutturalmente multidisciplinare, capace di integrare le conoscenze STEM con le scienze sociali e umanistiche in modo non ancillare.
Per operativizzare questo cambiamento, il rapporto introduce il “quadruplo filtro”, un dispositivo analitico pensato per guidare le scelte politiche preservando la discrezionalità politica. Ogni opzione politica relativa allo spazio dovrebbe essere valutata in termini di fattibilità tecnica, desiderabilità sociale, ammissibilità giuridica ed etica e sostenibilità sistemica a lungo termine.
Il Forum ha anche identificato cinque tensioni ricorrenti che plasmano l’agenda spaziale globale: l’equilibrio tra sovranità e cooperazione internazionale; l’accesso diseguale ai benefici dell’economia spaziale; la sostenibilità ambientale e sistemica; la legittimità democratica nella definizione delle priorità; e il crescente divario tra la complessità delle decisioni e le competenze dei decisori.
Dal punto di vista delle conoscenze, il rapporto mappa un ecosistema di competenze in evoluzione. Accanto alle discipline STEM, evidenzia scienze sociali consolidate come il diritto spaziale, la politica spaziale e l’astropolitica, nonché campi socio-umanistici emergenti — tra cui l’etica spaziale, l’astrosociologia e l’esogeografia — il cui sviluppo risponde all’espansione commerciale delle attività spaziali, all’intensificarsi della competizione geopolitica e al crescente riconoscimento delle implicazioni a lungo termine per le società umane.
Le discussioni dei tre panel tematici convergono su una conclusione comune: lo spazio è ormai un dominio strategico, guidato dalle politiche pubbliche, strutturalmente plasmato da scelte regolatorie e sempre più dipendente da competenze ibride. Il rapporto si chiude riaffermando l’impegno di SPHERE a promuovere la ricerca interdisciplinare, a sviluppare percorsi formativi ibridi e a fornire analisi rilevanti per le politiche a istituzioni e industria, presentando il Forum non come un punto di arrivo, ma come il punto di partenza di un più ampio impegno collettivo.

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