Cloud, intelligenza artificiale e sovranità europea: il nuovo terreno di confronto con gli Stati Uniti

Cloud, intelligenza artificiale e sovranità europea: il nuovo terreno di confronto con gli Stati Uniti

Le dichiarazioni dell’ambasciatore americano presso l’Unione europea, Andrew Puzder, sul progetto europeo di regolamentazione del cloud e dell’intelligenza artificiale mi sembrano particolarmente interessanti, soprattutto se lette alla luce delle tensioni che stanno emergendo tra Europa e Stati Uniti sul controllo delle infrastrutture tecnologiche. La Commissione europea ha presentato lo scorso 3 giugno una proposta di regolamento, il Cloud and AI Development Act (CADA), con l’obiettivo di rafforzare le capacità europee nel settore del cloud e dell’intelligenza artificiale, favorire gli investimenti e introdurre criteri comuni per valutare la sovranità e la resilienza dei servizi digitali. Puzder riconosce il diritto dell’Europa di proteggere le informazioni governative sensibili, ma mette in guardia contro il rischio che questi strumenti siano utilizzati per favorire le imprese europee a scapito dei concorrenti americani.

La questione, a mio avviso, è meno semplice di quanto potrebbe apparire. Proteggere la sovranità tecnologica non significa necessariamente praticare il protezionismo. Quando si parla di servizi cloud destinati ad amministrazioni pubbliche, infrastrutture critiche o funzioni strategiche, non è indifferente sapere chi controlli effettivamente i sistemi, dove siano conservati i dati e a quali ordinamenti giuridici siano sottoposti i fornitori. Non basta che un’infrastruttura sia fisicamente collocata in Europa per garantire che le decisioni sul suo funzionamento, l’accesso alle informazioni e la continuità del servizio siano realmente sottratti a condizionamenti esterni. Naturalmente, tutto questo non giustifica qualsiasi misura restrittiva: i requisiti devono essere proporzionati, trasparenti e compatibili con gli obblighi europei e internazionali. Ma la sicurezza di un’infrastruttura digitale non può essere valutata esclusivamente secondo criteri di concorrenza e prezzo.

Trovo interessante anche la posizione americana, perché rende evidente una tensione che attraversa ormai le relazioni transatlantiche. Gli Stati Uniti considerano del tutto legittimo proteggere le proprie tecnologie strategiche e limitarne l’accesso quando ritengono che siano in gioco interessi di sicurezza nazionale. Quando l’Europa cerca di ridurre le proprie dipendenze tecnologiche, emerge invece il timore che queste politiche possano penalizzare le imprese americane. Non tutte le misure adottate dalle due parti sono naturalmente equivalenti, ma la tensione tra sicurezza nazionale, apertura dei mercati e autonomia strategica è sostanzialmente la stessa.

Il punto che mi sembra decisivo è un altro. L’Europa non può pensare di costruire una propria autonomia tecnologica semplicemente introducendo nuovi requisiti normativi. Deve anche sviluppare capacità industriali, infrastrutture, investimenti e alternative credibili. Al tempo stesso, non può rinunciare a disciplinare le condizioni di sicurezza dei servizi da cui dipendono funzioni pubbliche essenziali per il timore di provocare reazioni commerciali. La sovranità tecnologica non significa necessariamente produrre tutto in Europa, ma conservare la capacità di scegliere, controllare e, quando necessario, sostituire i fornitori dai quali dipendiamo. È su questo terreno che si misurerà la credibilità della politica europea, molto più che nelle dichiarazioni di principio sull’autonomia strategica.

Fonti e riferimenti

  1. Commissione europea, 3 giugno 2026, Proposal for the Cloud and AI Development Act (CADA). Presentazione ufficiale della proposta e dei suoi tre obiettivi: innovazione, capacità infrastrutturale e autonomia tecnologica.
  2. Commissione europea, COM(2026) 502 final, 3 giugno 2026, Proposal for a Regulation establishing a framework of measures for strengthening Europe’s cloud and AI ecosystem. Testo della proposta legislativa, fondata sugli articoli 114 e 173, paragrafo 3, TFUE.
  3. Financial Times, 19 ottobre 2026, US threatens European companies over Starlink restrictions. Articolo sulle dichiarazioni dell’ambasciatore statunitense Andrew Puzder e sulle tensioni transatlantiche relative alle infrastrutture tecnologiche.
  4. Commissione europea, 1º giugno 2026, Sovereign Cloud Framework explained. Illustrazione dei criteri di sovranità, controllo giuridico, autonomia tecnologica e resilienza applicati agli appalti cloud della Commissione. Il Framework è distinto dalla proposta CADA.
  5. EUR-Lex, Procedura legislativa 2026/0138(COD). Documentazione sullo stato dell’iter legislativo della proposta CADA.

This website stores cookies on your computer. These cookies are used to provide a more personalized experience and to track your whereabouts around our website in compliance with the European General Data Protection Regulation. If you decide to to opt-out of any future tracking, a cookie will be setup in your browser to remember this choice for one year.

Accept or Deny