Come ragionare quando le informazioni sono incomplete

Le indagini sui fallimenti dell’intelligence che precedettero l’invasione dell’Iraq nel 2003 mi hanno riportato a una domanda che va oltre quel caso: come evitare che le nostre ipotesi finiscano, quasi senza accorgercene, per diventare conclusioni?

Un libro utile per affrontare il problema è Structured Analytic Techniques for Intelligence Analysis di Randolph H. Pherson e Richards J. Heuer Jr. (terza edizione, CQ Press/SAGE, 2021). Il punto di partenza è familiare a chiunque si occupi di intelligence: le informazioni sono spesso incomplete, ambigue e talvolta deliberatamente ingannevoli. Gli analisti devono comunque formulare valutazioni, frequentemente in tempi ristretti. La loro qualità dipende anche dalla possibilità di ricostruire e mettere in discussione il ragionamento seguito.

Gli autori presentano 66 tecniche di analisi strutturata pensate per rendere espliciti i passaggi dell’analisi. Il Key Assumptions Check impone di individuare le convinzioni non verificate sulle quali poggia una conclusione. L’Analysis of Competing Hypotheses invita a confrontare spiegazioni alternative, prestando particolare attenzione agli elementi che le contraddicono. La Premortem Analysis chiede a un gruppo di immaginare che la propria valutazione si sia rivelata gravemente errata e di ricostruirne le possibili ragioni. Sono strumenti che aiutano a far emergere i dissensi e a verificare il percorso logico che collega prove e conclusioni.

Trovo particolarmente convincente l’attenzione attribuita alle informazioni che possono smentire un’ipotesi. Raccogliere elementi compatibili con la spiegazione iniziale è relativamente facile; assai più difficile è chiedersi quali elementi potrebbero renderla insostenibile. Un dato apparentemente persuasivo perde parte della sua forza quando ci accorgiamo che è compatibile con diverse spiegazioni.

Il libro collega espressamente lo sviluppo di queste tecniche ai fallimenti dell’intelligence emersi dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e alle valutazioni errate del 2002 sui programmi di armamento iracheni. Gli autori, tuttavia, riconoscono i limiti del metodo: nessuna tecnica garantisce la risposta corretta, e un ragionamento più rigoroso non può creare dati che mancano. Restano indispensabili la competenza, l’immaginazione e un contesto istituzionale nel quale le valutazioni possano essere criticate.

Consiglierei il volume anche agli studenti che non si occupano direttamente di intelligence. Le stesse domande ricorrono nella ricerca giuridica, nelle decisioni pubbliche e, sempre più spesso, nell’uso dell’intelligenza artificiale: che cosa sappiamo davvero? Quali presupposti sostengono il ragionamento? Quali informazioni potrebbero farci cambiare idea? Una conclusione convincente acquista valore quando possiamo comprenderne e verificarne il percorso.

Per approfondire: Randolph H. Pherson e Richards J. Heuer Jr., Structured Analytic Techniques for Intelligence Analysis, 3a ed., CQ Press/SAGE, 2021. Per gli studenti, suggerisco in particolare i capitoli 2 (The Role of Structured Techniques) e 7 (Diagnostic Techniques).