Il Memorandum inserisce la decisione all’interno di un processo di revisione avviato con l’Executive Order 14199 (4 febbraio 2025). Quell’ordine precedente incaricava il Segretario di Stato, in consultazione con il Rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, di esaminare la partecipazione e il sostegno statunitensi nelle organizzazioni intergovernative internazionali, nonché l’adesione a convenzioni e trattati, con l’obiettivo di identificare quelli considerati “contrari agli interessi degli Stati Uniti”. Il documento del 7 gennaio afferma che il Segretario di Stato ha presentato i risultati e che il Presidente, dopo consultazione con il Gabinetto, ha deciso di procedere con i ritiri dalle organizzazioni elencate.
In termini operativi, il Memorandum opera una distinzione tra organizzazioni non-ONU ed entità ONU. Per gli organismi ONU, definisce il “ritiro” come la cessazione della partecipazione o del finanziamento “nella misura consentita dalla legge”. Indica inoltre che ulteriori revisioni sono in corso e che il Segretario di Stato potrà emanare linee guida aggiuntive per l’attuazione.
L’elenco allegato al Memorandum include 35 organizzazioni non-ONU e 31 entità ONU (66 in totale). Tra le organizzazioni non-ONU, il testo nomina organismi e iniziative che spaziano dalla cooperazione climatica ed energetica (tra cui il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico, l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili e l’Alleanza Solare Internazionale), ai forum digitali e legati alla sicurezza (tra cui la Freedom Online Coalition e il Global Forum on Cyber Expertise), fino alle istituzioni orientate alla governance e allo stato di diritto (inclusa la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa).
Sul versante ONU, il Memorandum identifica un ampio insieme di entità, tra cui la Commissione del Diritto Internazionale, la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, UN Women, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione e l’Università delle Nazioni Unite, tra le altre. In altre parole, l’ambito non è limitato a un singolo settore politico, ma tocca clima, sviluppo, uguaglianza di genere, formazione e ricerca, e parti dell’ecosistema istituzionale del sistema ONU.
Una scheda informativa pubblicata dalla Casa Bianca lo stesso giorno inquadra la decisione come una scelta di sovranità e riallocazione delle risorse. Descrive i ritiri come la fine del finanziamento e del coinvolgimento statunitense in organismi ritenuti inefficaci, non allineati alle priorità americane o favorevoli ad agende che l’Amministrazione contrasta, presentando la mossa come una riallocazione di attenzione e risorse verso le priorità “America First”. Se il disimpegno selettivo dagli organismi multilaterali produca effettivamente il vantaggio strategico che l’Amministrazione rivendica — o se invece acceleri proprio quella frammentazione da cui cerca di isolarsi — è una questione che gli internazionalisti discuteranno per anni.

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